Vincitori Concorso Presepi

Ringraziamo i partecipanti, quasi una cinquantina, al concorso presepi che hanno partecipato con tanto entusiasmo, inserendo anche testi significativi e simpatici legati al Natale.
I 266 votanti hanno permesso di ottenere il risultato della giuria Popolare che, insieme a quello della giuria della commissione, ha dato i vincitori.
Le quattro parrocchie e un “fuori parrocchia” che saranno proclamati domenica 31 alle messe di comunità per la Festa della Famiglia: Basilica ore 10.00, Bosto ore 11.30, Brunella ore 10.00, Casbeno ore 11.15.

la Commissione Famiglia

Guarda le immagini dei Presepi vincitori (15, 21, 26, 39, 43)

Ecco uno dei testi inviati al concorso.

Natale di guerra
L’inverno 1944 fu freddissimo: questo non impediva a mio padre di vivere sui tetti del suo paese in provincia di Como. Era fuggito da Monza dove decine di migliaia di giovani italiani del Nord erano stati radunati per essere inviati in Germania per l’addestramento ad opera della Werhmatch, l’esercito tedesco; pertanto era ricercato come disertore. Aveva allora 18 anni e mezzo: conosceva ogni anfratto del suo paese ed ogni nascondiglio sui tetti, cui accedeva da una botola dalla soffitta di casa. In caso di pericolo saltando da un tetto all’altro entrava in alcuni appartamenti di amici e da lì si dileguava nelle stradine attorno al castello ed al centro storico. Rientrava saltuariamente a casa per rivedere la sorellina di 4 mesi, i genitori e le altre 4 sorelle..e per trangugiare una minestra calda che ingoiava avidamente sempre con un orecchio alla strada e la botola aperta per la fuga. La sera del 24 dicembre, vigilia di Natale, un fischio inconfondibile lo fece affacciare dal nascondiglio: era Cesare, l’amico seminarista. Il telefono di Cesare in casa dei genitori era un prezioso tramite con l’Arcivescovado di Milano del Santo Cardinale Ildefonso Schuster. L’Arcivescovo disponeva di fonti preziosissime a San Vittore, alla Questura e addirittura presso il Comando tedesco che lo informavano quando grandi pericoli si materializzavano: quella sera di vigilia tutte le fonti erano concordi: un commando di SS era partito da Milano per catturare una famiglia ebrea che mio padre Luigi e Cesare avevano nascosto in un paese vicino, lungo il corso del Lambro. Le biciclette pesavano una tonnellata e non avevano cambio… ma papà e Cesare iniziarono una personale cronoscalata sui 6 km di salita per anticipare le SS. Incrociarono le nere Mercedes con la croce runica quando a fari spenti erano già in discesa sulla via del ritorno e immaginarono la rabbia di chi avrebbe di lì a poco trovato piatti ancora fumanti e tavola apparecchiata, mentre la famiglia ebrea era altrove al sicuro. Tornati in paese, dove un breve Augurio davanti alla Chiesa, Cesare rientrò a casa e papà sul tetto-nascondiglio con le sue coperte che la madre amorevolmente gli consegnava ogni volta, con un paio di guanti ed un berretto per il freddo pungente. Prima di tornare nel suo nascondiglio, dopo un Augurio ed un abbraccio a sorelle e genitori, papà si fermò davanti al camino, stese la cenere, vi mise delle colline fatte col muschio raccolto nel bosco, fece un laghetto con la carta di cioccolato argentata e poi collocò le statuine. Dopo una preghiera davanti al Presepe risalì velocemente sul tetto. Dopo quel Natale ne seguirono molti altri, stavolta a casa con Noi tre figli e la mamma, ma il Presepe era la prima cosa cui tutti pensavamo all’inizio dell’avvento: gli ingredienti? Quelli soliti: cenere della stufa a legna, carta argentea del cioccolato che avevamo gelosamente custodito, muschio preso nel bosco con papà e le statuine di terracotta; ciascuno metteva la Sua e tutti contribuivamo a riempire ed animare la capanna; a me piaceva l’asino per un motivo sconosciuto, forse perché incarnava la semplicità. Qualche volta, se tornava in paese, passava anche Cesare, pardon “Don Cesare” che era diventato sacerdote e sotto il Pontificato di San Giovanni Paolo II (Karol Woitjla) era diventato capo cappellano delle carceri di tutto il mondo.

I due grandi amici avevano sempre tantissime cose da dirsi, ma mi pareva di capire che la “beffa” di Natale alle SS era in cima ai loro ricordi….. e non fu l’unico successo di una lunga serie, anche se in un altro caso furono fatti oggetto di inseguimento e relativa sparatoria…. Ma la Provvidenza era dalla loro parte..!!

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