Leggi l’OMELIA per la prima messa del 14.06.2026 di don Pedroli.
COSA MI STAI CHIEDENDO, SIGNORE, OGGI?
Sono Giuseppe Bianchi, classe 1990, vengo dalla parrocchia della Basilica di San Vittore M. e tra poche settimane sarò sacerdote.
Dopo il liceo scientifico, ho studiato ingegneria al Politecnico e ho lavorato per qualche anno, prima nella costruzione di autostrade e poi nella meccanica applicata al tessile. Solo a 28 anni è nata in me l’ipotesi che il Signore mi stesse chiamando al sacerdozio. Alcuni fatti mi hanno costretto, in quegli anni, a fare sintesi della vita intera e a vedere dove, con grande evidenza, tutti i fili che avevo intrecciato erano diretti.
Determinate, per quella fase, è stato don Giovanni Buga, che era allora da poco arrivato in Basilica.
Mi chiedevo spesso, in quel periodo: «cosa serve costruire strade, o macchine, per gente che non sa cos’è al mondo a fare?».
Ma anche: «cosa mi stai chiedendo, Signore, oggi?».
Affidandomi alla Chiesa, nelle sue varie espressioni, sono giunto a bussare alle porte del Seminario diocesano.
La formazione in Seminario è stata entusiasmante e faticosa: lo studio della teologia è di una ricchezza sorprendente, cambia il modo di pensare a Dio e di vivere la fede; allo stesso modo, guardarsi dentro e guardare «da dentro» la Chiesa, non è sempre facile.
Del tempo del Seminario sono particolarmente grato anche alle comunità di Cassano Magnago, Luino ed Abbiategrasso, oltre alla cappellania del Policlinico di Milano, che mi hanno accolto in questi anni.
Al termine di un percorso, come tante volte mi è già capitato di vivere, ne inizia uno nuovo, questa volta particolarmente intenso e particolarmente nuovo.
So però che, come è sempre stato, là dove sarò, il Signore non mancherà.
Anche lontano da Varese e dalla sua Basilica.





