MESSAGGERI DELLA PACE

Carissimo don Gabriele!
Ti scrivo brevemente per raccontarti quanto sono contento d’essere riuscito a realizzare il progetto MESSAGGERI DELLA PACE.
E grazie per il tuo contributo e il contributo della tua comunità!
Non ti puoi immaginare quanta gioia ho sentito quando ho visto questi giovani che vivono a 15 km dal fronte e non si ricordavano quando hanno dormito l’ultima volta senza dover scappare di notte dai droni e dai missili. Sai, per noi che viviamo in Italia dormire tranquilli è qualche cosa che prendiamo per scontato, e loro sono venuti in Italia per dormire.
Il Signore ci ha consegnato una meraviglia nelle nostre mani e sulla faccia della terra ci sono giovani che non dormono e che si svegliano alla mattina ringraziando il Signore che hanno almeno un altro giorno.
Poi le loro testimonianze sono state così forti che ho visto cambiare gli occhi di coloro che li ascoltavano.
Ma forse la cosa più bella è questa qua: il Signore si è servito di loro per entrare con i loro piedi laddove di Dio non si parla e non si pensa, ed è stata una cosa meravigliosa.
I giovani dall’epicentro dell’odio raccontano agli europei che la confessione e l’Eucaristia li aiutano a mantenere i loro giovani cuori lontani dall’odio e dal desiderio di vendetta.
“I russi mi hanno occupato la casa, hanno ucciso il mio papà che in campo di battaglia mi difendeva, ma non gli permetto di portare via il mio presente e il mio futuro. Il Signore mi dà la forza di continuare a vivere e di tenere puro il mio cuore”, ha detto Kateryna di 22 anni.
Chi poteva mai pensare che dei giovani di 16-22 anni, da una guerra così crudele, vengano ad insegnare a noi preti e vescovi che bisogna fidarsi del Signore e ci insegnino che la confessione li aiuta a non aver paura della morte!
“Se domani non mi sveglio perché è arrivata una bomba a casa mia, vado dal Padre Celeste. Che problema c’è!?”, dicevano questi giovani.
Mi è toccato di vivere un’altra particolare e bellissima esperienza, vale a dire ospitare un gruppo (11 persone) di donne vedove e bambini orfani che sono rimasti tali a causa della guerra, per trascorrere una settimana a Bocca di Magra assieme alle famiglie delle mie comunità.
Il Signore ha detto che tra le cose che piacciono a Lui di più ci sono quelle che riguardano le vedove e gli orfani.
Uniti in preghiera,
don Volodymyr

Video Racconto

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